Droni per la sicurezza in mare

Droni per la sicurezza in mare

Droni in volo sul Mediterraneo per il monitoraggio dei barconi carichi di clandestini e per attivare i soccorsi in caso di naufragio. Cresce l’impiego di questi sofisticati velivoli radiocomandati per fronteggiare l’emergenza immigrazione e per evitare nuove tragedie in mare. Un drone “Falco Evo” di Leonardo viene ad esempio utilizzato da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera: nell’estate scorsa, decollato da Lampedusa, ha consentito di identificare una “nave madre” dalla quale decine di migranti irregolari erano stati trasferiti su imbarcazioni più piccole destinate a sbarcare sulle coste italiane. Per contribuire alla sicurezza nel Mediterraneo, l’Aeronautica Militare utilizza invece i velivoli teleguidati “Predator” del 32° Stormo di Amendola (FG), che consentono di segnalare tempestivamente la presenza di barconi al Centro di coordinamento marittimo competente. Si moltiplicano anche i progetti di aziende e organizzazioni non governative. Un consorzio europeo che vede la partecipazione della società italiana TopView ha sviluppato il sistema “Sara” nell’ambito del progetto “Horizon 2020”: basato su un drone multirotore, collegato con un cavo ad un’imbarcazione, consente di sorvegliare da una quota fino a 100 metri l’area circostante e di essere utilizzato per coordinare i soccorsi in caso di naufragio.

  • Scritto il: 18 Ottobre 2019
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